Per il ricovero dove le galline dormono e depongono calcola un metro quadrato ogni 4 galline, con un minimo di 2 metri quadrati anche se ne tieni solo due o tre. Per il recinto esterno servono almeno 5 metri quadrati a gallina. Sono le misure indicate dai servizi veterinari pubblici per i piccoli allevamenti di casa, e bastano a fare i conti prima di comprare o costruire.
Le misure per numero di galline
La tabella applica quei criteri ai gruppi più comuni in un pollaio familiare.
| Galline | Ricovero | Posatoio | Nidi | Recinto minimo |
|---|---|---|---|---|
| 3 | 2 m² | 45 cm | 1 | 15 m² |
| 5 | 2 m² | 70 cm | 1 | 25 m² |
| 8 | 2 m² | 115 cm | 2 | 40 m² |
| 10 | 2,5 m² | 140 cm | 2 | 50 m² |
| 15 | 3,75 m² | 210 cm | 3 | 75 m² |
I conti sono questi: 4 galline al massimo per metro quadrato di ricovero, 14 centimetri di posatoio a testa, un nido ogni 5 galline, 5 metri quadrati di terreno a capo. Sono valori minimi, pensati per galline di taglia normale come la Livornese o la Sussex. Con le razze pesanti, come la Cocincina, conviene abbondare su tutto, a partire dalla lunghezza del posatoio.
Dentro il ricovero
La superficie non è l’unica misura che conta. L’ufficio veterinario federale svizzero, che ha pubblicato una scheda dedicata proprio a chi tiene galline per passione, indica questi punti.
- Altezza interna: più di un metro. Per le razze nane, come la Serama o i Bantam, ne bastano 80 centimetri.
- Posatoi: almeno due, ad altezze diverse, a 50 centimetri da terra e con altri 50 centimetri liberi sopra. Fra un posatoio e l’altro 30 centimetri, dalla parete almeno 15. I listelli migliori sono di legno, larghi 4 o 5 centimetri, con gli spigoli arrotondati.
- Nidi: chiusi su tre lati, coperti sopra, con paglia o trucioli, e più bassi dei posatoi. Se sono alla stessa altezza le galline ci dormono dentro e li sporcano.
- Lettiera: circa 5 centimetri di trucioli mescolati a paglia o fieno, asciutta e cambiata con regolarità.
- Aria e luce: una finestra per la luce naturale e aperture in alto per il ricambio d’aria, senza correnti su posatoi e nidi. Entrando non si deve sentire odore di ammoniaca.
Serve anche lo spazio per te: un ricovero in cui non riesci a entrare o ad arrivare con il braccio fino in fondo non si pulisce bene.

Il recinto
I 5 metri quadrati a gallina vengono da un manuale scritto dai servizi veterinari pubblici toscani per chi alleva animali da cortile. Il regolamento europeo sul biologico ne chiede 4, quindi l’ordine di grandezza è quello. Sotto queste misure il terreno diventa in fretta terra battuta, e con la pioggia fango: è lì che si moltiplicano parassiti e germi.
Tre accorgimenti allungano la vita del prato:
- dividere il recinto in due parti e alternarle, così una riposa mentre l’altra è in uso;
- lasciare o piantare alberi e siepi, che danno ombra d’estate e riparo quando piove;
- coprire almeno una parte con una tettoia, dove le galline possano stare all’asciutto e fare il bagno di terra.
Per i predatori la regola è una sola: la sera le galline vanno chiuse nel ricovero. Una porta automatica con il timer aiuta, ma un controllo che siano rientrate tutte va fatto comunque. Una rete con maglie non più larghe di 4 centimetri sopra il recinto tiene fuori anche gli uccelli selvatici, e torna utile quando le autorità sanitarie chiedono di tenere il pollame al riparo per l’influenza aviaria.
Comprarlo o costruirlo
Negli annunci online consultati a ottobre 2026 i pollai in kit di legno partono da circa 180 euro e superano i 1.000 euro nei modelli più robusti. Il prezzo però dice poco: quello che va controllato sono le misure interne della parte chiusa, non il numero di galline scritto nel titolo.
Un esempio preso da un annuncio: un pollaio “per galline ovaiole” di 150 × 100 centimetri, alto 96,5. Fa un metro quadrato e mezzo in tutto: meno dei 2 metri quadrati minimi, ed è più basso del metro raccomandato. Se poi una parte di quella superficie è recinto aperto, lo spazio chiuso in cui le galline dormono è ancora meno.
Prima di ordinare, quindi:
- cerca nella scheda le misure interne della casetta e calcola la superficie;
- dividi per 4 il numero di galline che vuoi tenere e confronta;
- misura la lunghezza dei posatoi e conta i nidi;
- guarda lo spessore delle tavole e come si apre per la pulizia.
Costruirlo costa meno a parità di spazio e permette di partire dalle misure giuste. Chi sceglie il kit può usarlo come ricovero notturno e aggiungere un recinto a parte, che è quasi sempre la parte sottodimensionata.
Prima di prendere le galline
Due telefonate evitano problemi dopo.
Al Comune, per il regolamento d’igiene: stabilisce se nella tua zona si possono tenere animali da cortile e a quale distanza dalle case dei vicini. Cambia da un Comune all’altro.
Al servizio veterinario della tua ASL, per la registrazione. Il decreto del 7 marzo 2023 ha riordinato l’anagrafe degli animali e riguarda anche gli allevamenti familiari, quelli con meno di 50 avicoli tenuti per il consumo di casa. Le modalità pratiche non sono uguali dappertutto, e l’ASL è l’unica a poterti dire cosa serve nel tuo caso. Numeri massimi e procedura sono nella guida su cosa serve per legge per tenere pochi animali.
Quando il pollaio è pronto, resta da scegliere chi metterci dentro: nella guida alle galline ovaiole più produttive trovi le razze e quante uova aspettarsi da ciascuna.
Fonti
- Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Svizzera), Informazioni tecniche n. 10.4, “La detenzione amatoriale di pollame”, novembre 2018: densità, altezza, posatoi, nidi, lettiera, rete.
- Servizi di sanità pubblica veterinaria della Toscana e Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, “Animali da cortile? Sì grazie!”: spazio interno ed esterno per capo, ventilazione.
- Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464, allegato I: superfici per le galline ovaiole in allevamento biologico.
- Decreto del Ministero della Salute 7 marzo 2023 (Gazzetta Ufficiale n. 113 del 16 maggio 2023), sul sistema di identificazione e registrazione degli animali.
Foto di copertina: MURLOTA, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.


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