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Galline, capre, maiali: cosa serve per legge per tenere pochi animali

di · Altri Animali · aggiornato il

Capra con le marche auricolari

Anche per tre galline o due capre tenute solo per la famiglia serve una registrazione. Si chiama allevamento familiare, si chiede al servizio veterinario dell’ASL e va fatta prima di portare a casa gli animali. La regola viene dal decreto legislativo 134 del 2022 e dal decreto del Ministero della Salute del 7 marzo 2023, che hanno riordinato l’anagrafe nazionale degli animali.

Quanti animali si possono tenere

L’allevamento familiare è quello in cui gli animali sono allevati solo per autoconsumo o uso domestico, senza alcuna attività commerciale. Il manuale operativo allegato al decreto fissa un numero massimo per ogni specie.

Specie Numero massimo
Pollame (galline, anatre, oche, tacchini, quaglie) 50 capi
Conigli 20 nidi e 50 capi oltre i 30 giorni di età
Pecore e capre 9 capi in tutto, sommando le due specie
Maiali 4 capi da ingrasso, senza scrofe né verri
Bovini 3 capi da ingrasso, senza riproduzione
Cavalli e asini 3 capi, non da riproduzione e non destinati al consumo
Api 10 alveari

Sopra questi numeri, o se si vende qualcosa, non si è più un allevamento familiare: servono la registrazione ordinaria e, di norma, il passaggio dallo sportello unico del Comune.

Come si fa la registrazione

  1. Si presenta la domanda al servizio veterinario dell’ASL della zona in cui staranno gli animali. Molte aziende sanitarie hanno un modulo online; servono i dati personali, l’indirizzo e la descrizione del luogo, un documento d’identità.
  2. L’ASL registra l’allevamento nella Banca dati nazionale e assegna un codice. Per gli allevamenti familiari la pratica si fa di solito direttamente con l’ASL.
  3. Solo con il codice in mano si introducono gli animali. Chi vende pecore, capre o maiali lo chiede, perché deve indicare la destinazione.
  4. Si tengono aggiornati i dati: arrivi, nascite, morti e spostamenti vanno registrati sul portale dell’anagrafe. Ci si può far aiutare da un’associazione di categoria o da un veterinario.

Tempi, moduli ed eventuali costi cambiano da un’ASL all’altra: la telefonata al servizio veterinario resta il primo passo.

Cosa cambia da specie a specie

Galline e altri volatili. Non hanno un’identificazione individuale. Per i piccoli pollai che esistevano già prima del 14 giugno 2023 alcuni obblighi di registrazione informatica sono stati alleggeriti; per quelli nuovi vale la procedura descritta sopra. Quando c’è allerta per l’influenza aviaria le autorità possono ordinare di tenere il pollame al chiuso o sotto rete, anche nei pollai di casa.

Pecore e capre. Ogni animale va identificato con le marche auricolari, e arriva già marcato dall’allevamento di origine. Gli spostamenti, anche per portarle a pascolare su un terreno altrui, vanno comunicati.

Maiali. Sono la specie con più vincoli, per via della peste suina africana: in molte zone ci sono regole aggiuntive su recinzioni e movimenti, e nelle aree di restrizione si arriva al divieto. Prima di prendere un maiale va chiesto all’ASL che cosa vale nel proprio Comune. Anche la macellazione in casa per uso familiare ha una sua procedura, con comunicazione preventiva e controllo veterinario delle carni.

Le regole del Comune

La registrazione sanitaria non basta. Il regolamento d’igiene del Comune stabilisce se nella zona si possono tenere animali da cortile, a quale distanza dalle abitazioni e con quali accorgimenti per odori, letame e insetti. Nei centri abitati alcuni Comuni lo vietano del tutto.

Valgono poi le regole di buon vicinato: un gallo che canta alle cinque o un cumulo di letame a ridosso del confine sono i motivi più frequenti di esposti, e l’intervento dell’autorità sanitaria può arrivare fino alla chiusura dell’allevamento.

Cosa non si può fare

  • Vendere animali, uova, carne o latte: l’allevamento familiare è solo per il consumo di casa.
  • Superare i numeri della tabella senza cambiare tipo di registrazione.
  • Dare agli animali gli avanzi di cucina: il divieto europeo vale per tutti gli animali tenuti per produrre alimenti. I dettagli sono nella guida su cosa mangiano le galline.

In pratica

Prima il Comune, per sapere se si può. Poi l’ASL, per il codice. Poi gli animali. L’ordine conta, perché un ricovero costruito dove non è permesso, o animali arrivati senza codice, sono problemi più difficili da sistemare dopo. Per gli spazi che servono a un piccolo pollaio vedi la guida sulle dimensioni del pollaio.

Questa guida riassume le regole generali a ottobre 2026 e non sostituisce le indicazioni dell’ASL e del Comune, che possono aggiungere obblighi locali.

Fonti

Foto di copertina: 09Alessandra, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

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